Marano Lagunare: il nome

il Campanile di Aquileia

Note ricavate dalle ricerche storiche di Mons. Elia Piu, Parroco della Magnifica Comunità di Marano, che si ringrazia sentitamente.

Secondo molti studiosi la nascita di Marano, e di conseguenza il nome, si ricollega alle origini di Aquileia. Aquileia fu fondata nell'anno 181 a. C. da una colonia di 300 soldati romani ai quali si sono aggiunte più tardi nel 169 circa 1300 famiglie romane, mandate in questa zona per impedire le invasioni barbariche. Ad alcune di queste famiglie vennero assegnate le località più importanti e strategiche da presidiare. Dal nome di queste famiglie derivarono alcuni nomi di paesi friulani come Cervignano («Ceveniano»), Ontagnano («Antoniano»), Clauiano («Claudio»)...

La famiglia, cui fu affidata la nostra zona, era quella di Mario. Questo fatto è ancor oggi ricordato dall'antica piazzetta centrale «Marii», che vuol dire « ... di Mario». Ben presto il centro abitato si chiamò «praedium Mariani», cioè fondo o presidio di Mario. Il nome «Mariano» durò a lungo, tanto che lo troviamo così citato sia nel primo documento riguardante Marano (la notizia del Sinodo, che ci viene da Paolo Diacono), come in un documento del 1239. Con il passare dei secoli, la «i» di Mariano scomparve e così restò Marano, nome che maggiormente rendeva l'idea di una località vicina al mare. L'aggiunta 'lagunare' è del secolo scorso. Con l'unità d'Italia infatti si rendeva necessaria una specificazione, per non confonderlo con altri Marano, che frattanto erano sorti in Italia.

Questa origine romana di Marano trova la sua convalida nei resti archeologici trovati in laguna e che ora si conservano al Museo del Castello di Udine ed al Museo Municipale di Marano, dove esiste una piccola, ma importante, raccolta. A Udine, in una vetrina che porta il nome «Bioni Maranesi» sono conservati frammenti di anfore, di mattoni, di gesuane, di capitelli, di tegole: tessere musive variopinte appartenenti a mosaici; palline di terracotta di forma semiovale con buco, che servivano per le reti da pesca; bassorilievi in pietra con simboli animaleschi di uccelli palustri; frammenti di piombo, di ferro a forma di coltello; e altri oggetti di sicura provenienza romana. lnoltre vi è conservata una statua romana senza testa, rinvenuta in laguna da pescatori e dagli stessi battezzata «S. Andrea» per la vicinanza all'isola dove fu trovata; dagli esperti però è ritenuta un'effige di qualche imperatore romano, dato il pavoneggiamento della veste che l'avvolge. Ornava forse una delle ville pretorie dislocate in questa zona. Tale statua per alcuni anni fu di proprietà dei sig. Malagnini e fu custodita presso lo stabilimento ittico di Marano.

Nel Museo di Marano, sono conservati oggetti e frammenti vari, di origine romana, rinvenuti in questi ultimi anni in laguna dai pescatori. Un'altra testimonianza romana di Marano è costituita dal resti della via Annia, antica strada romana che congiungeva Concordia con Aquileia. Tale strada passava nella zona lagunare. Verso le foci del Turgnano esiste ancora un argine sopraelevato, che in qualche tratto serve ancora per la disciplina delle acque; si tratta di un tronco di strada che in loco viene detta «strada romana».

Durante i lavori di bonifica della zona Maneral (1950), furono disfatti dei tratti che, ad una profondità di circa un metro e venti centimetri, presentavano due muretti laterali di pietra di dimensioni diverse, connesse tra di loro, senza malte. Tra il corpo di questi due muretti di contenimento, per la larghezza di mtl. 4,20-4,60 erano posti adagiati dei robusti tronchi di rovere, compatti e duri in processo di fossilizzazione torbifera... Resti di questa strada, a detta dei vecchi, si trovavano anche in zona S. Pietro. Anche questa strada sta ad indicare in modo inequivocabile la vita del Marano antico nella zona lagunare. Del resto, i frammenti più importanti di epoca romana sono stati trovati nell'isola dei Bioni, che si trova al centro della laguna. In laguna, secondo il prof. Brusin, «esistono ancora al presente cospicui resti di costruzioni romane ... ».

Per poter dire qualcosa di più, occorrono ritrovamenti di antichità; ... per cercarli occorrono denari. Al presente non è possibile pensare ad indagini, perché per l'infiltrazione dell'acqua, costerebbero moltissimo.