dopo le giornate di scirocco affioravano pietre, cocci, monete

Reperti affiorati sulla spiaggia dell'isoletta di Bioni durante la bassa marea

STUDI E RICERCHE ARCHEOLOGICHE

Da sempre gli abitanti di Marano hanno potuto osservare nella loro laguna la presenza di reperti antichi; dopo le giornate di scirocco, lungo le rive delle isole e delle barene affioravano pietre lavorate, "cocci", monete, tanto da alimentare la leggenda che qui vi fossero tesori sepolti.

Le prime rilevanti scoperte archeologiche avvennero nel 1890, allorché la demolizione delle mura della città portò alla luce le strutture della chiesa di San Giovanni, edificata nel IX - X secolo e interrata nel 1584.

Nei primi anni del Novecento il Circolo Speleologico e Idrologico Friulano si interessò all'isola dei Bioni, già riconosciuta come sito di epoca romana, avviando un "escavo razionale" nel 1906. Tra gli oggetti rinvenuti figurano tre "medaglioni circolari" in pietra con rappresentazione di animali fantastici, frammenti di colonne e di statue, tessere di mosaico, lapidi iscritte, ceramica, monete.

Fu compresa subito la rilevanza storica di questi reperti considerati, nell'inventario inviato alla Regia Soprintendenza, utili " alla ricostruzione della storia antica della laguna, quantunque non presentino valore artistico e commerciale di sorta".

L'intervento delle istituzioni si concretizzò nel 1911 con uno scavo promosso dal direttore del Museo di Este. Il Giornale degli Scavi nell'Isola dei Bioni illustra i saggi condotti e i materiali rinvenuti, riportando una pianta delle strutture messe in luce: una gradinata in pietra - probabile molo d'approdo - e le fondazioni di un fabbricato. Tra i reperti compaiono lacerti di pavimenti musivi, vasi, anfore, lucerne, monete, alcune chiavi e un campanellino in bronzo. Il documento ricorda anche il rinvenimento di oggetti antichi nelle isole di San Pietro e di Ficariol.

Negli anni Cinquanta un prezioso contributo alla ricerca si deve a Tarcisio Dal Forno, instancabile raccoglitore di documenti e dati per la storia della cittadina e del suo territorio.

Va infine ricordata l'Associazione Archeo-sub, costituitasi nel 1982, che si adoperò nel recupero di materiali antichi sia nella laguna, che nell'alveo del Fiume Stella dove furono identificati il ponte romano della Via Annia e un relitto del I sec. d.C. con carico di tegole.

Tale attività stimolò la sensibilità dei cittadini nei confronti delle testimonianze del passato, come attestano numerose donazioni, tra le quali la statua di un personaggio togato di età romana rinvenuta nell'isola di Sant'Andrea.

Il lavoro del gruppo subacqueo maranese ha dato un notevole contribuito alla formazione della raccolta archeologica comunale, a cui appartiene la maggior parte degli oggetti esposti in questa mostra.

Atti della Regia Prefettura in cui nel 1906 si affida la custodia dei reperti di Marano al Museo di Udine (Archivio Soprintendenza per i Bendi Archelogici del F.V.G.)
Giornale degli scavi dell'isola dei Bioni nel 1911 (Archivio Soprintendenza per i Bendi Archelogici del F.V.G.)
Subacquei dell'Archeo-sub impegnati nella messa in luce di strutture romane in localtià Isela (foto Archeosub)
Recupero di anfore del fiume Stella (foto Archeosub)