sull'isola più occidentale della laguna sorgeva l'antico abitato di Bibiones

L'isola di Bioni

L'ISOLA DI BIONI

Secondo la tradizione, sull'isola più occidentale della laguna esisteva l'antico insediamento di Bibiones, nome attestato già nel VI secolo, probabilmente derivante dal gentilizio romano Baebius. Di questo abitato, forse inghiottito da una piena del Tagliamento o distrutto da un incendio, rimangono oggi solo alcune tracce.

La documentata presenza di resti archeologici (anfore, ceramica, tessere musive, sepolture) sia sulle terre emerse che nelle acque circostanti conferma l'importanza di questo luogo, nel quale in età romana doveva sorgere un centro di rilievo.

Di certo, l'ubicazione strategica del sito di fronte alla foce del fiume Stella - l'antico flumen Anaxum citato da Plinio nel I sec. d.C. come corso d'acqua navigabile - vi favorì lo sviluppo di funzioni portuali.

Nel Canale dei Bioni, già agli inizi del Novecento, colonne e capitelli giacevano distesi a circa due metri di profondità e si potevano "…vedere e toccare, a bassa marea, taluni gradini di pietra forse di un porto, di un tempio, di un palazzo…". Non lontano da questi resti, riferibili ad un molo d'approdo, furono condotti nel 1911 gli unici scavi archeologici noti.

Panoramica dell'isola
Lo sbarco all'isola de' Bioni (la patria del Friuli 3.04.1905)

I rilievi dell'epoca documentano il ritrovamento delle fondazioni di un fabbricatoche pare identificabile come magazzino di stoccaggio per la sua articolazione in una serie di vani quadrangolari di proporzioni

ricorrenti. L'edificio, originariamente più esteso. fu esplorato solo in parte per una superficie di 17 x 8 metri.

Con ogni probabilità esistevano sull'isola strutture a carattere abitativo e forse anche pubblico, come sembrano indicare i numerosi rinvenimenti riportati dalla stampa regionale nel 1905. Colpisce la notizia della scoperta di un edificio residenziale con pavimento a mosaico e pareti intonacate a ricreare l'effetto del marmo. Si parla poi di frammenti di colonne, di grosse pietre in calcare d'Istria, di mosaici, di monete e di condutture idriche in piombo, oltre a varie testimonianze relative a sepolture, come vasi cinerari in vetro, resti di monumenti funerari e una grande quantità di ossa umane.

Il sito fu occupato per tutta l'epoca romana, dall'età repubblicana al tardo impero, per la durata di circa sei secoli. Non si conoscono le dinamiche di trasformazione dell'insediamento nel periodo di passaggio all'alto medioevo, ma si suppone una frequentazione prolungata dell'isola almeno fino all'inoltrata età medievale, come attestano le patere in pietra raffiguranti animali simbolici, relative all'arredo scultoreo di un edificio di culto esistente nel XIII secolo.

Posizionamento di resti archelogici
Frammento di scultura raffigurante un leone funerario